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Annamaria franzoni, unica indiziata

Annamaria Franzoni nasce a San Benedetto Val di Sambro, il 23 Agosto 1971 ed è coniugata con Stefano Lorenzi e madre del piccolo Samuele. Fin da subito è stata individuata, anche per la mancanza di altri sospettati, come la principale indiziata dell'omicidio del piccolo. In seguito al clamore suscitato dalla vicenda, si è sviluppata in Italia una grande attenzione mediatica attorno al caso giudiziario e una profonda spaccatura fra innocentisti e colpevolisti nell'opinione pubblica; da alcune parti si è ritenuto che questa enorme campagna pubblicitaria sia stata in qualche modo voluta o strumentalizzata dalla famiglia della Franzoni, con l'obiettivo di mettere in difficoltà gli organi inquirenti impedendo di svolgere le indagini con la dovuta riservatezza. Al termine del processo di primo grado (nel 2004) la Franzoni è stata riconosciuta colpevole e condannata alla pena di 30 anni di carcere. La colpevolezza è stata ribadita anche al termine del processo di appello, conclusosi il 27 Aprile 2007, con una sentenza che ha peraltro ridotto la pena a 16 anni grazie alla concessione delle attenuanti generiche (che compensano l'aggravante dovuta all'uccisione del figlio) e alla concessione del rito abbreviato (che comporta la riduzione di un terzo rispetto al massimo della pena). I legali della Franzoni hanno dichiarato l'intenzione di ricorrere in Cassazione; in attesa del pronunciamento della Suprema Corte, ritenendo i giudici che non sussista pericolo di fuga o di inquinamento delle prove, la Franzoni potrà restare libera. La difesa di Annamaria Franzoni è passata agli avvocati (in ordine cronologico): Carlo Federico Grosso, Carlo Taormina, poi dopo il ritiro di questi per protesta, a Paola Savio (legale d'ufficio). La personalità di Annamaria Franzoni, ai fini processuali, è stata spesso oggetto di studio psicologico e psichiatrico da parte di esperti, con varie ipotesi ed incertezze che tuttora si protraggono (da ricordare il rifiuto della donna di sottoporsi ad una seconda perizia psichiatrica, che è stata eseguita solamente sui documenti audio e video in possesso). Lei stessa continua tuttavia a rifiutare ogni ipotesi di infermità o semi-infermità mentale, condizioni che spiegherebbero, secondo alcuni esperti, l'amnesia rispetto all'atto omicida, e quindi l'impossibilità di riconoscersi responsabile dello stesso. Nella sentenza d'appello, all'imputata è stata riconosciuta la piena sanità mentale al momento dell'omicidio. La Franzoni si è del resto proclamata sempre innocente, anche con il supporto della sua famiglia, non riuscendo tuttavia a individuare in modo chiaro ed esplicito alcun altro possibile responsabile del delitto. Da parte della sua difesa, tuttavia, ci sono stati riferimenti più o meno espliciti all'azione di un vicino di casa, ma le perizie effettuate dai Ris e gli alibi di questi ultimi hanno finora sempre scagionato i potenziali sospettati, che sono in attesa della condanna definitiva della donna per poter agire contro di lei in sede civile per il risarcimento dei danni da diffamazione. La Franzoni risulta quindi a oggi l'unica sospettata e condannata, sia pure non ancora in modo definitivo, per l'omicidio di Samuele. Numerose sono state anche le sue apparizioni televisive (Maurizio Costanzo Show, Porta a Porta e Buona Domenica). Queste partecipazioni hanno portato alcuni, soprattutto fra i colpevolisti, a parlare di una vera e propria strategia di difesa comprendente un uso consapevole dei media come strumento per coinvolgere e manipolare la pubblica opinione. Annamaria Franzoni ha inoltre scritto nel 2006, con la collaborazione di Gennaro De Stefano (inviato della rivista italiana Gente), un libro intitolato La verità, nel quale racconta tutta la vicenda vista dai suoi occhi di madre. In seguito alla condanna nel processo di appello, la vicenda è tornata protagonista sui canali mediatici, accompagnata dalle polemiche del precedente difensore Avv. Carlo Taormina nei confronti dell'attuale difesa (Avv. Paola Savio) per il quale è stato ipotizzato un provvedimento disciplinare. La presunta parentela di Annamaria Franzoni con la prof.ssa Flavia Franzoni, economista e consorte del politico Romano Prodi, che qualcuno ha ipotizzato, è stata smentita da quest'ultima.

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