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Gabriella Alletto, testimone principale

Gabriella Alletto avrebbe visto Scattone sparare. Viene interrogata assieme alla Lipari fornendo agli inquirenti le medesime spiegazioni date dalla professoressa circa il suo ritardo nel rendere noti i fatti. All'inizio nega tutto, poi ritratta e dice di essere stata nell'aula 6 al momento dello sparo, e di aver visto, dopo aver udito il colpo, Ferraro con le mani tra i capelli e Scattone con l'arma del delitto. Aggiunge altresì di aver notato Scattone raccogliere il bossolo del proiettile e mettere la pistola nella borsa di Ferraro: subito dopo avrebbe visto entrare la Lipari. Asserisce di aver raccontato dell'accaduto a Maria Urilli e a Maurizio Basciu, entrambi dipendenti dell'istituto, ma questi negano una volta interrogati. La Alletto ha mostrato più volte di essere incerta sull'accaduto: la segretaria viene intervistata in tv da Corrado Augias e appare poco sicura riguardo la pistola, dicendo di aver visto un oggetto metallico e un bagliore. In seguito riconfermerà la sua precedente versione. Molto tempo dopo il suo primo interrogatorio, Gabriella Alletto ricorda comparire sulla scena del delitto la figura di un quarto uomo, un 'pennellone'. Un'agenzia investigativa privata fa sapere inoltre ad un deputato di Forza Italia che, secondo le proprie fonti, la Alletto sarebbe stata indotta a ricordare da un funzionario della Digos mediante ipnosi e che le sarebbero stati suggeriti durante la seduta, in modo diretto o indiretto, i nomi delle persone presenti il 9 Maggio nell'aula 6 al momento dello sparo. A ciò si aggiunge un'intercettazione ambientale nella quale avrebbe chiesto ad un cognato poliziotto quali nomi avrebbe dovuto fare agli inquirenti riguardo le persone presenti nell'aula il giorno del delitto. Quest'intercettazione video diviene l'emblema della vicenda processuale: da esso infatti emergono le fortissime pressioni subite dalla teste durante l'interrogatorio del 11-Giugno 1997, la quale nega, giurando sulla testa dei figli, di essere stata nell'aula 6 al momento dello sparo. Durante il controinterrogatorio del dibattito processuale, si contraddice molto spesso, fornisce risposte vaghe e inconcludenti, talvolta addirittura inquietanti (infatti lascia spesso intendere di subordinare la giustizia ai propri interessi), tuttavia durante il confronto con gli imputati risulta essere molto più convincente. La sig.ra Cappelli e la Dott.ssa Armellini, anch'esse dipendenti dell'istituto, affermano di aver ascoltato, prima del 14 Giugno 1997, alcune confidenze della Alletto, durante le quali avrebbe ripetuto di non essersi trovata nell'aula 6 il giorno del delitto, ma che gli inquirenti la stessero in qualche modo convincendo del contrario, suggerendole anche due nomi.

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