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I Serial Killer

Pensare che i Serial killer siano tutti sottoprodotti di famiglie sbandate, o di società oramai non più a misura d'uomo, è una pia illusione. Il killer moderno è un individuo che forma la sua scala di deviazioni quasi sempre al di fuori da schemi collaudati. Certo, la mamma possessiva, la debolezza di carattere, la solitudine e altri fattori, contribuiscono non poco alla liberazione del demone nascosto nella nostra coscienza, ma oggi si sta affermando il "Killer Colto", ovvero il prototipo di assassino che uccide per fare un favore alla vittima, in quanto prigioniera senza speranza di una vita vuota, animalesca, dove la cultura, il gusto del bello, non trova dimora. Cercare di sopprimere queste "puttane" intente solo a gesti o pensieri stupidi e fatui, che insozzano le nostre strade, o signore sul treno, che solo a guardarle in faccia fanno imbestialire, facce che sotto il copioso trucco in realtà sono vuote, è per loro una missione, un fine di vita. Basti pensare al famoso serial killer "Unabomber" che aveva, e tuttora ha, un'intelligenza al disopra della media e visto che il mondo oramai era destinato alla fine pensò di ripulirlo da un po’ di feccia umana. Il "nostro" giustiziere agisce in favore della collettività, liberandoci dagli "ingombranti cimeli" che adornano le nostre strade, restituendo alla società un poco di dignità. Ad analizzare i riti delle uccisioni, che si sono succedute in Liguria, ci si rende conto che la vittima viene fatta inginocchiare dinanzi al suo cospetto, quasi in adorazione, e prima che venga uccisa veda bene quale essenza del sapere gli sta di fronte. Il rituale colpo alla nuca, invece, fa pensare alla distruzione irreversibile di quel misero e informe organo, che era capace solo di pensieri trogloditi. Altro particolare importante è il fatto che mai consuma un rapporto sessuale con le proprie vittime, evitando questo gesto accuratamente. Chi mai farebbe l'amore con un essere inferiore; una bestia? Ecco che il "giustiziere" da killer, diventa benefattore, custode della nostra cultura. Essere supremo che "monda" le proprie vittime con "amore" restituendogli la dignità con la morte. Sono d'accordo con i sessuologi Giorgio Abraham e Iole Baldaro Verde che affermano: "l'assassino ha sparato alle guardie giurate solo per la vergogna d'essere colto in flagrante "diversità". L'essere stato sorpreso in quell'atteggiamento ambiguo, con un transessuale poi, deve essere stato per lui una vergogna indicibile. I metronotte non sapevano che lui, in realtà, era lì per purificare, redimere la vita buia e dissennata del viado. La sua reazione, infatti, è stata di una violenza incredibile. Eliminando quei testimoni a fugato ogni dubbio sulla sua missione, sulla sua credibilità. Purtroppo, oggi, tutti facciamo fatica ad accettare nuove culture, nuovi inquilini sul nostro territorio, ci disgustiamo passando da un viale cittadino tappezzato di prostitute e travestiti. A pensarci bene "Il giustiziere" è solo un puzzle di tutte le nostre coscienze. Quel demone che si agita con tanta violenza, in fin dei conti, potrebbe essere anche una parte di noi.

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